Il light design di uffici e ambienti contract richiede un approccio rigoroso. Leggete l’articolo per scoprire fasi, strumenti e normative di riferimento.
Gli uffici e più in generale i contesti contract, ciascuno in base alla sua specifica destinazione d’uso, devono rispondere a standard più stringenti rispetto ai progetti residenziali.
In questi spazi la luce si configura come un’“infrastruttura invisibile” che deve essere in grado di bilanciare la visione estetica dell'architetto e i rigidi requisiti normativi.
In uno scenario in cui il light design deve rispondere contemporaneamente a esigenze estetiche, funzionali e normative, l'illuminazione va considerata parte integrante sin dalle prime fasi della progettazione.
Obiettivo di questo approfondimento è proprio quello di fornire una guida operativa per navigare la complessità di un progetto illuminotecnico B2B.

Turnit
Il ruolo del light design nell'architettura
Quello del light design nell’architettura è un ruolo che possiamo definire "strutturale". La luce va infatti interpretata come materia viva a cui spetta il compito di definire la plasticità dei volumi, la resa delle texture e la percezione spaziale.
Proprio per questi motivi non può essere semplicemente “messa lì” a fine progetto ma va pianificata con precisione.
La strategica integrazione della luce nell’architettura degli ambienti contract consente inoltre di definerne i confini. All’interno di spazi che sono spesso fluidi, il light design permette infatti di configurare e gestire la gerarchia visiva, segmentando le diverse aree anche in assenza di partizioni fisiche.
Pensiamo agli uffici open space, in cui una corretta stratificazione della luce diventa la mappa invisibile che permette di distinguere le zone operative da quelle riservate al relax.
Altro punto essenziale è il ruolo del progetto illuminotecnico sull’esperienza umana in termini di benessere visivo, assenza di abbagliamento e rispetto dei ritmi circadiani.
Venendo alla narrazione visiva, nei progetti contract il design dei corpi illuminanti diventa il fulcro narrativo dell’ambiente e si fa portavoce dell’identità del brand.
In questo senso, la collezione Stant rappresenta un esempio emblematico di come un sistema modulare scultoreo possa trascendere la funzione luminosa per diventare cifra stilistica.
Attraverso la libera combinazione dei diversi elementi, è possibile configurare inedite micro-architetture di luce e generare universi personali versatili e sempre nuovi.

AirTek
Le fasi del progetto illuminotecnico B2B
L’approccio al light design, in particolare in ambito B2B, non può essere lasciato all’improvvisazione senza compromettere il valore architettonico e funzionale dell’intero progetto.
Affrontare un progetto di light design in un’architettura contract richiede al contrario un approccio metodologico rigoroso che sia di solido supporto alla visione creativa.
Per architetti e interior designer è dunque essenziale conoscere e seguire le diverse fasi operative di questo workflow strategico in cui confluiscono sensibilità compositiva e competenza ingegneristica.
La realizzazione di un progetto illuminotecnico B2B può essere considerata come un processo evolutivo suddiviso in 4 step tutti ugualmente essenziali nella costruzione dell’esperienza spaziale dell’utente, ovvero:
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L’analisi preliminare e la definizione degli obiettivi. Il progettista raccoglie i dati, definisce le esigenze funzionali in base alla destinazione d’uso, l’atmosfera e l’identità che lo spazio deve trasmettere;
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La definizione del concept e il layering. Il light designer definisce la stratificazione luminosa e costruisce la narrazione visiva attraverso l’interazione della luce con i volumi, gli arredi e i materiali;
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La verifica tecnica e il calcolo illuminotecnico. Il progettista verifica l'uniformità, corregge l'abbagliamento e si assicura che il progetto rispetti le normative di riferimento;
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La selezione dei corpi illuminanti con l’obiettivo di individuare la sintesi perfetta tra tecnica ed estetica.
In merito a questa esigenza di configurare un’illuminazione precisa e puntuale e al tempo stesso scenografica e distintiva, un esempio paradigmatico è rappresentato dalle lampade a sospensione Groove.
Il minimalismo dell’alluminio anodizzato si sposa con la purezza del vetro plasmando un’installazione luminosa tanto essenziale quanto intensa, in cui il rigore assoluto si veste di raffinata luce.
Una soluzione elegante e contemporanea in grado di valorizzare gli ambienti ufficio e contract più esclusivi.

Groove
I software e gli strumenti per un light design perfetto
Al light design professionale nel mondo contract è richiesto il rispetto tassativo delle normative sull'abbagliamento (UGR) e sui livelli di illuminamento (Lux). Per l’architetto o l'interior designer è dunque necessario poter validare oggettivamente la propria visione e le proprie scelte prima di renderle operative.
In questo senso avvalersi di strumenti che permettono di passare da una modellazione puramente estetica a una simulazione predittiva rappresenta un vero e proprio asset strategico.
In particolare piattaforme come Dialux o Relux sono oggi lo standard di riferimento per i professionisti dell’architettura. Questi software consentono di verificare parametri quali l'uniformità della luce, l'indice di resa cromatica e la distribuzione spaziale, assicurando che siano conformi alle normative europee sulla sicurezza visiva.
Attraverso questi strumenti è inoltre possibile calcolare e prevenire fattori critici come l’abbagliamento molesto, ottimizzando al contempo il rapporto tra prestazioni e consumi.
Affinché tali software producano realmente risultati affidabili, è tuttavia fondamentale il ruolo dei produttori nel mettere a disposizione dei progettisti file fotometrici (.ldt o .ies) certificati e costantemente aggiornati.

Stant
Quali sono le normative Europee sulla sicurezza visiva?
La normativa europea di riferimento per l’illuminazione dei posti di lavoro in interni è la UNI EN 12464-1.
Tale norma definisce i requisiti di illuminazione per qualsiasi spazio interno in cui si svolga un’attività lavorativa e trova pertanto un'applicazione trasversale in tutto il mondo contract. Il suo obiettivo è quello di garantire comfort visivo e prestazioni ottimali, mettendo al centro il benessere degli utenti.
La UNI EN 12464-1 si basa su 3 parametri fondamentali che variano in base all’attività svolta e che sono l’illuminamento, l’Indice di Resa Cromatica e l’abbagliamento (UGR).
Se questa norma definisce quelli che sono i principali "benchmark di qualità”, la gestione dell'efficienza energetica è invece regolamentata secondo la UNI EN 15193. La UNI EN 12464-2, infine, è un ulteriore riferimento laddove l'architettura si estenda anche verso l'esterno.

Stant
Affidati a Karman per un light design completo
Un professionista che affronta un progetto di light design B2B deve misurarsi con sfide complesse, in cui il rigore tecnico e normativo deve bilanciarsi con un’estetica distintiva.
La sua necessità non si limita pertanto a trovare un fornitore di lampade ma a individuare un partner qualificato che si integri in una metodologia strutturata di lavoro.
Ed è proprio questa la mission di Karman, affiancare architetti e creativi nella realizzazione di progetti in cui le installazioni luminose trovino la giusta collocazione.
Un approccio volto a sviluppare soluzioni su misura dall’identità marcata, capaci di coniugare l’elevato valore formale con la solida competenza tecnica richiesta dal settore. In questo percorso Karman si pone come partner strategico che accompagna i professionisti in ogni fase, contribuendo a plasmare la loro visione progettuale in architettura.
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