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LA NUOVA ERA DEL DESIGN COLLABORATIVO


Pubblicato il 23 settembre 2016

Il design in senso tradizionale, come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, non esisterà più. Si apre una nuova era, all’insegna della collaborazione tra team progettuali che saranno sempre più eterogenei, composti anche da cittadini e studenti oltre che da professionisti. E così si fa strada il design collaborativo (o co-design) che prevede un lavoro sinergico con i committenti e gli utenti finali, all’insegna della open innovation e della creatività.

 

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E’ stato il professor Luigi Ferrara direttore della School of Design del George Brown College il primo a sostenere questa tesi, già adottata da molti addetti ai lavori. Questa nuova consapevolezza porterà a una nuova fase che Ferrara chiama Wisdom Economy, economia della saggezza. Progettando con le persone invece che per le persone si crea una realtà partecipata che ha portato in molti casi alla nascita di vere e proprie community di progettazione condivisa.

Rivoluzione tridimensionale

La stampa 3D sta cambiando radicalmente il modo di produrre, con fortissime ripercussioni soprattutto sul design, al centro di questa rivoluzione tecnologica e digitale. Tutto quello che possiamo pensare lo possiamo ora anche realizzare e questo oltre a incentivare la cooperazione e la condivisione spingerà all’estremo ogni forma di personalizzazione, mettendo fine con ogni probabilità alla fine della produzione di massa, omologata e piatta. Il design segue questa scia mettendo al centro dell’idea di mercato l’uomo, i suoi reali bisogni e le sue emozioni.

 

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Design masochista? No grazie

Quando il mondo del bello si fonde con l’utile ecco che abbiamo una perfetta opera di design. Perchè ricordiamolo la progettazione deve essere funzionale, pratica, rispondere a esigenze della vita quotidiana, coniugando anche estetica e arte. Spesso ci arrendiamo di fronte a oggetti che non sappiamo decifrare, maneggiare, che ci appaiono astrusi o scomodi. Ne parla Donald Norman nel volume “La caffettiera del masochista” che è diventato un best seller e ha cambiato l'idea e i principi del design. Norman parla di un design antropocentrico dove convergono aspetti tecnologici, processi cognitivi, comportamenti relazionali, connotazioni estetiche ed emotive.

 

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Il progetto Spark del Politecnico di Milano per il co-design

Spark (Spatial Augmented Reality as a Key for co-creativity) è una piattaforma basata sulla realtà aumentata in fase di progettazione dal Politecnico di Milano per abbattere le barriere linguistiche e di conoscenza e massimizzare la progettazione creativa e collaborativa nelle fasi di ideazione di nuovi prodotti. La realtà aumentata diventa così un mezzo per consentire a designer, clienti ed utenti finali di condividere soluzioni anche solo abbozzate in forma di prototipi e di elaborarle in tempo reale. In questo modo, la piattaforma Spark va ad agevolare il pensiero creativo, il brainstorming con un più fluido ed efficace scambio di idee durante il processo di progettazione. L’impiego della piattaforma Spark ha tra le potenzialità quella di migliorare l’efficienza e l’efficacia delle attività di design collaborativo riducendo il tempo necessario alla generazione di idee.

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